La qualità dell’aria indoor ad Ecomondo.

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Dal 3 al 15 novembre si è tenuto Ecomondo, The Green Technology Expo, in edizione digitale.

Ci sono state 2 settimane di incontri B2B, seminari, tavole rotonde ed eventi dedicati a tutti i temi che riguardano l’ambiente: dall’economia circolare al Green Deal, con attenzione particolare per l’uso delle risorse naturali.

Uno dei workshop, a cura del Comitato Tecnico Scientifico Ecomondo e dell’Istituto Superiore di Sanità, è stato dedicato alla qualità dell’aria indoor “da tematica invisibile a tematica emergente per la competitività del paese: il quadro legislativo, lo stato delle conoscenze e le azioni di prevenzione della salute”.

Durante la mattinata sono intervenuti attori di primo piano, moderati dal Dr. Gaetano Settimo (Istituto Superiore di Sanità) e dal Dr. Gianluigi De Gennaro (Università di Bari). Hanno partecipato enti pubblici ed aziende private: dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) all’Osservatorio epidemiologico ambientale ARPAM Ancona; da Assoclima ad EniServizi.

Si è parlato, forse per la prima volta, in maniera estensiva del tema, raccogliendo tanti punti di vista. È emersa chiara la necessità di occuparsi dell’aria indoor, almeno allo stesso modo in cui si parla dell’inquinamento atmosferico. Particolarmente interessante è stata la riflessione circa l’urgenza di inserire anche il tema della salubrità dell’aria indoor nella programmazione nazionale, in cui c’è molta enfasi sul controllo delle emissioni, ma poca attenzione per il controllo dell’inquinamento nei luoghi chiusi. Eppure, la salubrità dell’aria indoor dovrebbe essere tenuta in considerazione in ogni piano per la tutela della salute delle persone, se si considera, per esempio, che 1/3 di tutte le attività produttive sono svolte indoor.

È emersa tutta l’importanza della ventilazione, che va gestita tenendo conto di molteplici fattori: i fattori ambientali, la presenza di persone, le performance di qualità ambientale e gli aspetti manutentivi. I produttori di tecnologie per la ventilazione hanno fino ad oggi svolto anche il ruolo di ‘formatori’ del mercato, ma è chiesto anche a loro di adeguarsi, per tenere maggiormente conto degli inquinanti indoor, oltre che dei fattori microclimatici.
Per RWDI, azienda che si occupa di servizi di ingegneria, è intervenuto Duncan Phillips, (Global Practice Leader for Building Performance), soffermandosi sul rapporto che c’è fra la progettazione degli impianti di ventilazione e i rischi legati alla qualità dell’aria nei luoghi di lavoro.

Fra gli altri contributi, di particolare interesse è stato l’intervento del dr Marco Gola (DABC Politecnico di Milano) sul tema della qualità dell’aria indoor nelle strutture sanitarie. È stato illustrato uno studio comparativo di 3 strutture sanitarie, con caratteristiche diverse e collocate in 3 aree diverse della città di Milano. Lo studio è estremamente interessante, perché cattura le differenze di ambienti simili, che non si colgono quando l’analisi si basa sulla simulazione e non tiene conto del contesto reale. È estremamente interessante valutare l’impatto di materiali diversi sulla qualità ambientale e come cambiano le condizioni, nel tempo: per esempio, all’aumentare delle temperature aumentano, di fatto, le emissioni da materiali, inclusi i detergenti.

L’evento si è concluso con un intervento di ISPRA sulla qualità dell’aria indoor nei luoghi in cui si praticano attività sportive, in cui, fra l’altro, si è parlato della palestre negli istituti scolastici.

Durante i lavori è emerso chiaramente che ci sono molte differenze fra paesi e orientamenti, pertanto la prima necessità è approfondire la conoscenza che abbiamo dell’inquinamento indoor, aumentare la consapevolezza e sostenere un indirizzo fattivo, per salvaguardare la salute di tutti. È importante acquisire una visione di miglioramento continuo dello stato di salute della popolazione, coerentemente con quanto già previsto dalla Conferenza di Ottawa (1986).

Per maggiori informazioni: Link all’agenda dell’evento

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