Salute e benessere negli smart building

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  • Smart Building & Efficientamento Energetico
  • L’evoluzione dello Smart Building, apertura al tema Salute e Benessere
  • La tecnologia alla base dello Smart Building dei servizi per la salute
  • Quando lo Smart Building diventa Healthy

Aumentano gli investimenti nelle tecnologie impiegate negli edifici, non solo per migliorare l’automazione, ma anche per perseguire alte prestazioni in termini di sostenibilità, salute e benessere.

Gli edifici Smart sono nati con l’efficientamento energetico

Lo Smart Building è un insieme di tecnologie di comunicazione che consentono a diversi oggetti, sensori e funzioni all’interno di un edificio di comunicare e interagire tra loro e anche di essere gestiti, controllati e automatizzati in modo remoto. Nello smart building le tecnologie aiutano a collegare una varietà di sottosistemi che originariamente operavano in modo indipendente. I processi automatizzati consentono il controllo delle operazioni dell’edificio, compresi riscaldamento, ventilazione, condizionamento, illuminazione, sicurezza e altri sistemi”. (Commissione europea).

La storia dello Smart Building mostra che, seppur il suo campo di applicazione comprenda molte tematiche (riscaldamento, ventilazione, condizionamento, etc.), fin dalla sua nascita esso è stato strettamente legato al tema dell’efficienza energetica. Gli immobili sono infatti responsabili di circa il 40% dei consumi energetici.

Anche l’Italia ha introdotto per legge l’obbligo di realizzare edifici a basso consumo di energia (near Zero Energy Building) e a partire dal 2021 tutti gli edifici, pubblici e privati, dovranno rispondere a questo criterio.

Negli anni passati non si è posta molta attenzione sull’impatto negativo che i programmi per il risparmio energetico hanno generato sulla qualità dell’aria indoor, e conseguentemente sulla salute.

L’evoluzione degli Smart Building, apertura al tema Salute e Benessere

Nel report annuale pubblicato nel 2020, l’Osservatorio Smart Building del Politecnico di Milano dà una definizione di Smart Building – Edificio Intelligente che mostra un orizzonte più ampio, contemplando aspetti come il comfort, la salute e la sicurezza, sempre più urgenti.

Con il termine Smart Building si intende un edificio in cui gli impianti in esso presenti sono gestiti in maniera intelligente ed automatizzata, attraverso l’adozione di una infrastruttura di supervisione e controllo degli impianti stessi, al fine di minimizzare il consumo energetico e garantire il comfort, la sicurezza e la salute degli occupanti, assicurandone, inoltre, l’integrazione con il sistema elettrico di cui il building fa parte.

Smart Building Report 2020 del Politecnico di Milano
Smart Building Report 2020

La categoria «Health», che comprende le tecnologie che contribuiscono a migliorare e preservare la salute degli occupanti, ha ancora un peso quantitativo marginale all’interno dell’ecosistema Smart Building; ma il segnale è importante e mostra una tendenza chiara in termini di evoluzione del portafoglio di servizi che gli Smart Building sono chiamati ad offrire.

Numerosi studi scientifici internazionali hanno evidenziato un’alta percentuale di disturbi tra gli occupanti di uffici o altri edifici ad uso pubblico, in un range compreso tra il 15% e il 50%, con evidenti limitazioni a salute, benessere e svolgimento dell’attività lavorativa.

Sono due i principali ostacoli che impediscono una maggiore tutela della salute e del benessere delle persone nei luoghi chiusi: gli edifici sono ancora poco attrezzati per raccogliere le informazioni ambientali e gli occupanti hanno scarsa consapevolezza riguardo ai fattori che impattano sulla propria salute.
Fortunatamente negli ultimi anni il modello “Smart Building” ha iniziato ad evolvere nella direzione di un sistema integrato, attivo non solo sul fronte energetico, ma anche su protocolli atti ad assicurare una migliore qualità di vita in termini di salute degli occupanti.

Possono essere diversi i fattori che impattano negativamente sulla salute all’interno di spazi chiusi. Spesso si tratta di problemi che determinano una bassa qualità dell’aria, quali un microclima inadeguato, un’insufficiente o errata ventilazione o la mancanza di manutenzione degli impianti.
Non a caso, tra le prime tecnologie che entrano a far parte della categoria “Health” dello Smart Building Report del Politecnico di Milano, troviamo le soluzioni per la gestione della qualità dell’aria.

La tecnologia alla base dello Smart Building dei servizi per la salute

Nel tempo, con il passaggio al wireless, l’introduzione dei protocolli aperti e l’avvento dell’Internet of Things, lo Smart Building assume un significato potenzialmente sempre più ricco e complesso. Pensiamo all’integrazione del BMS al web, alla sua evoluzione da unità chiusa a sistema integrato con l’edificio, attraverso sensori in grado di controllare dinamicamente molte variabili. Supportati dai sistemi di building management e da software analitici avanzati, i proprietari o i gestori degli edifici possono così avere accesso a grandi quantità di dati, a supporto delle proprie decisioni.

Queste tecnologie ci permettono oggi di fare dei grossi passi in avanti anche sul fronte della creazione di edifici sani, per promuovere salute, benessere e produttività di chi li abita.

In termini di processo, i presupposti per creare un ambiente costruito sano, sono l’installazione di sensori che consentano la raccolta di dati di qualità e l’analisi approfondita delle informazioni attraverso una piattaforma adeguata, l’attivazione di azioni correttive, spesso legate a temperatura, umidità, ventilazione e manutenzione degli impianti.

Le tecnologie più innovative di monitoraggio continuo e di gestione della qualità dell’aria si collocano in questa prospettiva, offrendo soluzioni strutturate per tenere sotto stretto controllo e ottimizzare la salubrità dell’aria negli ambienti confinati.

Quando lo Smart Building diventa Healthy

La pandemia ha accelerato gli investimenti in Smart Building, innalzando la consapevolezza generale riguardo all’importanza del benessere ambientale.

Le aziende che affittano spazi e gli occupanti stanno sempre più richiedendo ambienti sani e controllo dei rischi ambientali. Le persone rientreranno presto nei luoghi di lavoro e i proprietari degli edifici, i property manager e i responsabili aziendali avranno la necessità di avere sotto controllo i dati di occupazione e di qualità dell’aria indoor (IAQ), in particolare CO2, VOC (composti organici volatili), Polveri, Temperatura ed Umidità relativa.

Come emerge dalla ricerca del 2020 effettuata da CBRE in partnership with CoreNet Global, nell’era COVID-19, le due principali missioni dei leader del settore Real Estate Commerciale sono:

  • garantire la salute e la sicurezza dei dipendenti nell’ambiente di lavoro (71%);
  • identificare/guidare i risparmi sui costi (71%).

Una recente indagine riguardante il punto di vista di un campione internazionale di importanti investitori immobiliari, mostra un forte aumento dell’importanza del tema salute, a seguito dell’emergenza Covid-19:

  • Il 92% degli intervistati concorda sul fatto che la domanda di edifici salubri crescerà nei prossimi tre anni.
  • Il 95% degli intervistati identifica gli inquilini come il principale gruppo che guida la domanda.
  • Il 74% degli intervistati concordano sul fatto che il monitoraggio dei dati è una priorità chiave per l’implementazione di edifici sani nelle loro strategie ESG.

L’integrazione di sensori IoT e di un approccio basato sull’analisi dei dati è incredibilmente potente poiché fornisce ai Property Manager e ai Facility Manager informazioni preziose per garantire il confort e la salubrità dell’aria, per ottimizzare la manutenzione degli impianti, con notevoli risparmi, e al tempo stesso per ridurre i consumi energetici. Questa strategia offre inoltre la possibilità di comunicare agli occupanti e al mercato i risultati ottenuti in termini di controllo e miglioramento della salubrità ambientale. Più in generale, un edificio salubre promuove la salute e la produttività dei dipendenti, attrae e ritiene tenant ed impiegati, contribuisce a rafforzare l’immagine aziendale.

Inoltre, il legame tra salute e valore economico degli edifici è concreto e comprovato dai dati.
Una ricerca condotta dal MIT nel 2020 mostra che gli edifici “Healthy” adibiti ad uffici generano canoni di locazione tra il 4,4%,e il 7,7% superiori rispetto ad edifici che non prestano altrettanta attenzione all’elemento salute. Questo premio per gli spazi sani è indipendente da tutti gli altri fattori, come la presenza di certificazioni di sostenibilità, l’età dell’edificio o la ristrutturazione.

Sono molti i motivi che fanno propendere per lo sviluppo dell’Healthy Building, cioè di luoghi sani e salubri, oltre che sostenibili e confortevoli.
La velocità con cui l’Italia saprà recepire e far decollare questo modello dipenderà da diversi fattori. Elemento chiave sarà lo sviluppo del mercato immobiliare, per il suo potenziale di traino del rinnovamento del parco tecnologico e dell’adozione delle tecnologie smart, oggi ancora non sufficientemente diffuse. Ma anche l’apertura dei proprietari e dei gestori degli edifici verso un nuovo modello di gestione evoluta degli immobili, basato sulle nuove tecnologie, che consenta l’integrazione di obiettivi diversi, quali la sostenibilità, l’efficientamento energetico, la salute e la produttività degli occupanti.

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