L’importanza del monitoraggio della qualità dell’aria nelle scuole

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L’ educazione scolastica ha da sempre avuto un ruolo centrale nella società. Tuttavia, mai come oggi, si è sentita la necessità di porre sotto i riflettori delle comunità internazionali le problematiche che gravitano intorno alla scuola, che deve essere centro di apprendimento equo, inclusivo e di qualità, ma anche luogo sostenibile e salubre, a garanzia della salute e del benessere di tutti i suoi occupanti.

L’ Agenda 2030 delle Nazioni Unite ha infatti introdotto degli obiettivi di responsabilità per il mondo scolastico, tra cui “Garantire le condizioni di salute e il benessere per tutti a tutte le età” e “costruire infrastrutture resistenti, promuovere l’industrializzazione sostenibile e inclusiva e favorire l’innovazione”.

In quest’ottica, il tema della qualità dell’aria nei luoghi chiusi, compresi gli istituti scolastici, è diventato una importante sfida che sta richiedendo un’intervento concertato del Servizio Sanitario Nazionale e del Governo.

Il Gruppo di Studio Nazionale (GdS) Inquinamento Indoor ha rilasciato un report che descrive le principali strategie da utilizzare per pianificare e avviare un piano di monitoraggio della qualità dell’aria indoor efficace ed efficiente, che permetta di comunicare il livello di salubrità degli ambienti, consentendo di orientare verso interventi di miglioramento.

È infatti riconosciuto che in qualsiasi ambiente chiuso possono essere presenti inquinanti che compromettono il benessere, la salute, la sicurezza e la produttività degli occupanti, più di quanto comunemente si possa pensare.

Questo vale ancor di più, se si tratta di soggetti particolarmente vulnerabili, come anziani o persone affette da patologie croniche. Anche i bambini ed i ragazzi sono tra i gruppi maggiormente a rischio perché essendo ancora in una fase di sviluppo, hanno un sistema immunitario più debole, tessuti e organi immaturi e una frequenza respiratoria più elevata; conseguentemente l’apparato respiratorio diviene l’organo bersaglio di tutte le sostanze tossiche presenti nell’aria.

La salute può essere compromessa in misura grave o lieve, in considerazione di molteplici fattori (tipologia di individuo, tipologia di inquinante, grado e tempo di esposizione alla sostanza ,..). Tra gli effetti più “modesti” ritroviamo mal di testa, stanchezza, irritazione a occhi-naso-gola-, riduzione delle capacità cognitive. Si tratta di sintomi che, oltre a pregiudicare lo stato di salute, possono impattare negativamente sulle capacità di apprendimento e sui giorni di presenza a scuola. Lo stesso vale per i docenti e per il personale impiegato, per i quali il minor benessere fisico e mentale va ad influenzare le prestazioni lavorative, ad aumentare l’assenteismo nonché i costi sanitari e di assistenza a carico del lavoratore e del SSN.

Predisporre ambienti scolastici sani e sicuri è dunque fondamentale e richiede un’attenta pianificazione dei programmi di intervento e di rinnovamento degli edifici, assicurandosi che questi non siano solo di tipo tecnico-funzionale, ma abbiano anche particolare riguardo al tema della salute. Molto spesso si tende ad investire esclusivamente in interventi di efficientamento energetico, senza considerare che l’ “isolamento” di un ambiente agevola la proliferazione e l’accumulo di inquinanti, a discapito della salute.

Un approccio integrato che includa anche la qualità dell’aria indoor tra i fattori di attenzione e di intervento, permetterebbe da un lato di realizzare edifici sostenibili, con alte performance, e dall’altro, di garantire il benessere degli occupanti durante l’intero ciclo di vita dell’edificio.

L’UTILITÀ DI UN PIANO DI MONITORAGGIO DELLA QUALITÀ DELL’ARIA NELLE SCUOLE

Programmare un piano di monitoraggio della qualità dell’aria all’interno degli edifici scolastici permette di valutare concretamente il rischio di esposizione del personale impiegato e degli studenti alle sostanze tossiche,  individuando proattivamente eventuali criticità e piani di miglioramento.

In concreto, i vertici dell’organizzazione scolastica, tenuti a garantire la salute e la sicurezza delle persone negli ambienti scolastici, potrebbero avere a disposizione informazioni estremamente utili per lo svolgimento delle proprie mansioni, quali:

  • La conoscenza nello spazio e nel tempo del livello di concentrazione delle sostanze inquinanti presenti nell’aria ( periodi di occupazione e non).
  • La verifica del corretto funzionamento degli impianti tecnologici di condizionamento (VMC) e degli specifici ricambi d’aria per le diverse aree o locali.
  • La verifica della correttezza dei protocolli inerenti le attività di manutenzione e pulizia.
  • L’individuazione di azioni e misure da intraprendere per risolvere eventuali non conformità.
  • La verifica dell’impatto e dell’efficacia delle misure preventive e di risanamento individuate e da adottare nelle diverse aree. 

Per raccogliere tali dati è fondamentale che il piano di monitoraggio della qualità dell’aria sia ben pianificato e organizzato.

Innanzitutto, è necessario effettuare una completa analisi dell’edificio e delle mansioni in esso svolte, determinando:

  • il tipo e il numero di sostanze inquinanti da ricercare;
  • le modalità operative con cui effettuare il monitoraggio (es. rilevamento di tipo continuo o frazionato);
  • le metodologie di rilevamento;
  • la scelta della strumentazione e la corretta durata d’analisi da adottare per finalizzare gli obiettivi specifici del programma di monitoraggio.

Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, gli inquinanti chimici da monitorare, poiché generalmente presenti negli ambienti scolastici, sono: i COV Composti Organici Volatili, il Particolato, i SVOC composti organici semivolatili e i parametri microclimatici (CO2, temperatura, umidità, ..).

Il livello di concentrazione di queste sostanze deve essere verificato nelle aree maggiormente utilizzate e dunque occupate, che tipicamente si identificano con le aule, i laboratori didattici, le palestre e tutte quelle aree funzionali dedicate alla gestione e al funzionamento della struttura. Non necessariamente si è tenuti ad analizzare ogni singolo ambiente, è possibile individuare le aree omogenee e più rappresentative in relazione agli obiettivi del programma di rilevamento.

Lo strumento utilizzato per l’analisi, sia esso attivo o passivo, a rilevazione continua o discontinua, deve permettere di conoscere la concentrazione degli inquinanti al fine di:  

  • effettuare un confronto con i valori guida stabiliti dalle Autorità competenti (es. Azienda Sanitaria Locale- ASL), raccomandati da Organismi internazionali (es. WHO) o individuati dal datore di lavoro, per verificarne il rispetto;
  • identificare le possibili sorgenti di inquinamento dell’aria indoor durante l’utilizzo e la presenza degli studenti e del personale;
  • promuovere e attuare una corretta strategia di prevenzione della salute e di riduzione dell’esposizione, con particolare riferimento agli studenti e al personale più vulnerabile, in relazione alla permanenza in un determinato ambiente.

Affinché ciò avvenga, la modalità di collocazione dello stesso campionatore è fondamentale per creare le condizioni migliori per un’efficace attività di monitoraggio.

L’ISS consiglia di non posizionare gli strumenti di rilevazione in prossimità di correnti d’aria naturale o forzata o vicino a fonti di calore. Nelle aule si raccomanda di porre il campionatore nel centro dell’ambiente oppure in posizioni strategiche, come ad esempio vicino alla cattedra del docente. Il campionatore deve essere inoltre posizionato a circa 1,5 m dal pavimento e la distanza dalla parete più vicina non deve essere inferiore ad 1 metro.  Per quanto riguarda gli uffici tecnico-amministrativi, l’altezza suggerita è compresa tra 1,2 e 1,5m (dal pavimento).

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