Misure di mitigazione del rischio da ozono

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Alla luce del frequente utilizzo dell’ozono a scopo di sanificazione, a seguito dell’emergenza Covid-19, appare opportuno approfondire le caratteristiche di tale gas e le precauzioni riguardanti l’uso dello stesso. 

L’ ozono è un gas costituito da 3 atomi di ossigeno (O3), dall’odore penetrante e dal colore azzurro pallido.

Esso è presente naturalmente nella stratosfera (dai 15 a 60 Km di altezza) dove costituisce un’importante fascia protettiva, schermando la radiazione ultravioletta proveniente dal sole, nociva per gli esseri viventi.

Negli strati più bassi dell’atmosfera l’ozono si origina in conseguenza a situazioni di inquinamento (motori a combustione, impianti industriali, impianti per riscaldamento, ecc.), nelle quali la radiazione solare reagisce con inquinanti già presenti nell’aria, tipicamente ossidi di azoto e composti organici volatili. Negli ambienti confinati, l’ozono può essere dunque emesso in maniera significativa da sorgenti inquinanti come: strumenti elettrici ad alto voltaggio (motori elettrici, stampanti laser e fax), apparecchi che producono raggi ultravioletti, filtri elettronici per pulire l’aria non correttamente installati e manutenuti, solventi chimici.

A fronte delle sue proprietà ossidanti nei confronti dei microrganismi (batteri, muffe, virus, spore e acari), l’ozono viene utilizzato in molteplici campi e frequentemente utilizzato per sanificare e sterilizzare gli ambienti chiusi, come i luoghi di lavoro.

Si tratta di un inquinante molto tossico per l’uomo. L’esposizione prolungata ad alte concentrazioni di ozono può causare cefalea, debolezza, irritazioni alle mucose oculari e alle vie respiratorie, con conseguenze di lungo termine che possono sfociare nella riduzione della funzione polmonare ed in bronchiti croniche. Inoltre, l’ozono, se inalato può essere letale. 

Il Rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) “ Focus on: utilizzo professionale dell’ozono anche in riferimento a COVID-19” del 23 luglio 2020 descrive nel dettaglio i vantaggi, i pericoli e la prevenzione dei rischi nell’utilizzo dell’ozono per la sanificazione, fornendo anche indicazioni circa le evidenze tecnico – scientifiche ad oggi disponibili sull’ozono nel contesto epidemico COVID-19”.

E’ proprio tale documento a specificare che l’utilizzo di ozono in ambienti di lavoro richiede l’adozione di precauzioni specifiche. In particolare è necessario valutare il rischio di esposizione degli operatori preposti ai trattamenti di sanificazione e dei lavoratori che devono svolgere il loro lavoro negli ambienti trattati.

Trattandosi di una sostanza pericolosa utilizzata in un luogo di lavoro, è necessario applicare le disposizioni del DL.vo 81/2008, Titolo IX – Sostanze pericolose, Capo I – Protezione da agenti chimici, effettuando la valutazione dei rischi e adottando misure generali e specifiche di protezione e di prevenzione, prevedendo disposizioni in caso di incidenti o di emergenze, ed effettuando una corretta informazione e formazione dei lavoratori.

A causa delle sue proprietà tossicologiche e della sua capacità di ossidare diversi materiali, la sanificazione degli ambienti deve avvenire in assenza di persone, a tutela della loro salute e sicurezza. L’ ozono deve essere disperso secondo concentrazioni e tempi di impiego sufficienti all’eliminazione di microrganismi e virus, ma minimizzando il deterioramento dei materiali da ossidazione. 

E’ inoltre necessario adottare tutte le possibili precauzioni incluse operazioni finalizzate a ridurre la concentrazione residua di ozono e le concentrazioni degli inquinanti che si possono formare per reazione secondaria tra ozono e composti organici volatili (COV) (es. formaldeide e altre sostanze di particolare interesse igienico-sanitario). A tale proposito alcuni generatori di ozono sono dotati di un catalizzatore che, dopo il trattamento, trasforma tutto l’ozono residuo in ossigeno.

Il rischio a cui sono esposti gli incaricati dei trattamenti e le persone che occuperanno gli ambienti trattati devono essere valutati in via preventiva. In aggiunta a ciò occorre predisporre idonee misure tecnico-organizzative di prevenzione e protezione per mitigare il rischio da esposizione, sia con riferimento agli operatori addetti al trattamento che ai lavoratori che prestano la propria attività negli ambienti trattati con l’ ozono. Tra queste l’uso di dispositivi di protezione individuale (DPI), l’uso della segnaletica al momento dell’utilizzo di sistemi di generazione di ozono, la possibilità di monitorare la concentrazione di O3 tramite sistemi di misurazione che permettano di verificare la qualità dell’aria o la garanzia di almeno 3 ricambi d’aria per ora.

Più in dettaglio, le misure tecniche ed organizzative di mitigazione del rischio negli ambienti lavorativi indicate dall’Istituto Superiore di Sanità sono le seguenti: 

Misure tecniche 

  • I sistemi di generazione dell’ozono devono essere collocati in locali chiusi e con serratura.
  • I locali in cui sono collocati i sistemi di generazione dell’ozono non devono essere utilizzati come luoghi di lavoro permanenti. Se ciò non è possibile per motivi legati al processo, è necessario garantire che la concentrazione di ozono nell’aria sul luogo di lavoro non superi il valore limite di esposizione professionale.
  • I locali in cui, in caso di guasto, può verificarsi una perdita di ozono, devono essere monitorati con rilevatori di ozono con segnale ottico e acustico che interrompano la generazione di ozono quando innescati. Ciò non è necessario per i locali in cui sono presenti tubazioni contenenti ozono senza connessioni rimovibili, che siano state esaminate per eventuali perdite da persona qualificata.
  • Nei locali con sistemi di generazione dell’ozono deve essere presente opportuna segnaletica.
  • I locali in cui sono collocati i sistemi di generazione dell’ozono devono essere dotati di scarico della ventilazione installato in modo tale che l’aspirazione sia posizionata all’altezza del pavimento e si accenda automaticamente quando viene attivato il rivelatore di gas; devono essere garantiti almeno tre ricambi d’aria per ora.
  • Utilizzare le unità di distruzione dell’ozono (termiche e/o catalitiche) per eliminare l’ozono residuo dall’aria dopo i trattamenti.
  • Possibilità di monitoraggio delle concentrazioni di ozono nell’aria: controllo nei locali della qualità dell’aria tramite sistemi di misurazione delle concentrazioni del gas.

Misure organizzative

  • Le istruzioni per l’uso dei generatori di ozono devono essere fornite prima dell’impiego e successivamente almeno una volta all’anno.
  • Deve essere predisposto un piano di fuga e salvataggio se il luogo di lavoro lo richiede.
  • Solo gli addetti alla procedura possono accedere alle aree trattate durante il trattamento o dopo il suo completamento per verificare che siano rispettate le condizioni per il rientro dei lavoratori che devono operare in tali aree.
  • Sostituire gli indumenti che sono stati a contatto o hanno assorbito l’ozono e aerare gli indumenti lontano da qualsiasi fonte di ignizione.
  • Le persone con pacemaker cardiaci o altri dispositivi elettrici non devono accedere in un ambiente con un sistema di generazione dell’ozono.
  • Tenuto conto della durata della procedura di trattamento e del tempo necessario per il completo decadimento e/o eliminazione dell’ozono residuo, è necessario programmare gli interventi in maniera tale da garantire il rientro in sicurezza dei lavoratori che occuperanno i locali e le aree trattati. Ciò può essere realizzato, ad esempio, utilizzando sistemi automatizzati programmabili che consentano le operazioni durante gli orari di fermo delle attività produttive.

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